Ritorno dal sole

 

alla mia finestra vedo un vecchio senza voce che esce dalla sua stanza per prendere un po' di sole, lo saluto e lui mi risponde con un cenno. Lo vedo e sembra rinchiuso nella gabbia del cortile, della sua età e impotenza. Non c'è vita nel suo masticare lento mentre cura le piante nei vasi e non c'è vita nel suo tentativo di respirare un'aria che salubre non è. Ogni tanto lo spio e vedo che anche lui raccoglie cianfrusaglie che non hanno nessun valore e che una volta morto verranno gettate via o finiranno in qualche mercatino perdendo la loro anima. È primavera, me ne sono accorto solo adesso che mi affaccio dalla finestra e vedo quel vecchio.

Sevilla Mon Amour
Dublin in the sun
Lanzarote
Annuale pellegrinaggio a Palermo
Lisboa
Amsterdam, Rotterdam, Utrecht
Madrid por segunda vez
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Senza ali...
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Ritorno dal sole
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Tra Napoli e Catania
Voli notturni in cielo azzurro
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Nerola e Monteflavio
...e alla fine della scarpinata un buon tè matcha
Ritorno
Tentata palingenesi descrittiva
Ceci n'est pas une photo
Milano-Palermo
Ombrella
Turista fra i turusti
Lago di Vico
Mazzarò (Verga)
Ah, nao ser eu toda a gente e toda a parte ! (Napoli non certo Lisbona)
Villa Pamphilj
Calcata
Napoli
Ritrovarsi
Sulmona, Pesche, Isernia
Gira e rigira
Palermo city
Amici on the road
Ghetto ebraico
Niente frangette né tessere
Cimitero acattolico
Tivoli, villa d'Este
Angeli di desolazione
Scalinata dei candelai
Il mondo dall'alto
Pantheon
Autunno tra castagne e tartufo
Riflessioni notturne
Il mio io leggero
Valencia dall'alto e dal basso
Lugar
Piazza del popolo
Trapani
Via dei biciclettai
Tevere
Palazzo Abatellis
U sfinciuni
Roma primi scatti
Colonnato di San Pietro
Prospettiva
Colosseo
Prime immagini

"Il libro dell'inquietudine" F. Pessoa

"E io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti e coinvolgenti; buoni e cattivi; nobili e vili; ma mai di un sentimento che perduri, mai di una emozione che continui e penetri nella sostanza dell’anima.

Tutto in me tende ad essere poi un’altra cosa: una impazienza dell’anima verso se stessa, come verso un bambino inopportuno; una inquietudine sempre crescente e sempre uguale.

Tutto mi interessa e nulla mi prende.

Seguo tutto sognando sempre; fisso le minime contrazioni del viso di colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma nell’udirlo, non lo ascolto, penso ad un’altra cosa,  e quello che meno ho colto della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o da parte di colui con  cui ho parlato."