Sulmona, Pesche, Isernia

 

L'ultima domenica di settembre, nel mio periodico sfogo zingaresco, preso dal cronico desiderio di fuga di avventura di scoperta di visione e esplorazione di cose nuove sono partito. Una compagnia eccellente quella del mio buon amico Fabrizio, grande e fulmineo organizzatore e avventuriero spericolato che per inciso ha controllato le ruote della macchina solo a metà percorso ma di questo ne parlerò! Sabato sera abbiamo aperto la cartina virtuale dell'Italia su google maps e per caso, amore per la parola, assonanza, stranezza, quasi ad occhi chiusi abbiamo scelto il tragitto. Fabrizio mi chiede : sud ? E io rispondo: sud; ma dove si va ? Si va ad Isernia località sconosciuta. Poi si gira per i paesini; e poi? Vediamo vediamo...al ritorno si passa per Sulmona. Stampiamo la cartina e qualche informazione reperita su internet dei luoghi scelti e a letto, notte. Domenica, si parte alle 6.30 sonnacchiosi infreddoliti affamati, senza nessun controllo preventivo alla macchina ma questo lo scoprirò dopo, quando fermati ad un ennesimo autogrill Fabrizio decide che è ora di gonfiare le ruote e mentre lui dichiara che in effetti la macchina un po' sbandava prima io cerco di strozzarlo.

Si va, ci godiamo semplicemente il viaggio non abbiamo idea di cosa faremo realmente, io sono accompagnato sempre dalla mia amata CANON e lui poverino mi farà da assistente portando appresso il mio nuovo treppiedi al suo battesimo del fuoco. Dopo tre ore fatte di canzoni gridate a squarciagola, liti per il finestrino che lui abbassa e io chiudo, insulti di qualsiasi genere e verso tutti i parenti a portata di mano, arriviamo, una cittadina tranquilla occupata a festeggiare il santo patrono, e allora ci rilassiamo facciamo un giretto per qualche ora e poi di nuovo in macchina non ci basta Isernia, dobbiamo andare, dove non importa, ancora una volta una scelta non scelta, un paesino a caso...Pesche, ci piace la parola seguiamo la cartina e il navigatore di cui Fabrizio non si fida stimandolo al soldo dei petrolieri per il fatto che ti fa fare sempre il giro più lungo! Ci inerpichiamo per una strada e poi arriviamo in questo paesino roccioso abbattuto e spalmato sul dorso di una montagna, silenzioso solitario con le vecchiette che ci guardano incuriosite dalle persiane delle finestre credendo di vedere e di non essere viste, al sicuro. Parliamo piano come fuggiaschi, il vuoto delle strade crea un eco quasi anormale, tutto diventa straordinario e tra battute, sfottò e fotografie si parte anche da lì e si sceglie un altro posto; ci piace il nome, Filignano, non sapevamo che non ci saremmo mai arrivati anche a causa della moderna tecnologia, “mi voli futtiri” dice Fabrizio guardando con una smorfia il navigatore che ci faceva girare intorno in stradine di campagna strette e solitarie e poi mancavano solo le premurose indicazione di un vecchietto che ci ha tenuto mezz'ora a discutere di Roma e delle “pollastrelle” romane, così le chiamava una volta che la moglie si era allontanata. E dunque abbandonata l'idea di visitare questo mitico paesello che diventerà oggetto di dibattito sulla reale esistenza non soltanto del comune stesso ma addirittura dell'intero Molise, riprendiamo il viaggio di ritorno passando per la città di Ovidio e dei confetti (accostamento blasfemo), Sulmona, lì senza cibo in corpo se non svariati pacchi di patatine, ci fermiamo ad un bar sulla piazza per bere un whisky alla salute dei chilometri senza scopo e di una ragazzetta splendida a nostro parere, incontrata ad Isernia.

Lisboa
Amsterdam, Rotterdam, Utrecht
Madrid por segunda vez
Dublin
Arriva il Freddo
Cimitero di Glasnevin
A sud di Dublino
Lasciare Roma
Mazzarino (Sicilia) anni
Roma pacifica
Con i piedi nel lago
La legge dell'appartenenza
Gitarella domenicale
España-sur
Natale a Roma
Fine dei giuochi
Roma, ossari e polvere
Roma assolata e naufraga
Senza ali...
Il viaggio di ritorno tra Catania e Palermo
Civita di Bagnoreggio passando per Bolsena
3.000 Km in solitaria
Africa a Roma
Visita ad Antinoo
Un siciliano sulle dolomiti
Cielo e terra
Amore ciclico
Terme di Diocleziano
In attesa di partire
Settembre zingaro
Vita sospesa
Madrid semplicemente
Terra iberica
Ristabilire le antiche leggi ?
Viaggio in un altro mondo
Paesaggio lunare e africano
Catania e dintorni
Cielo e rovine
Passeggiate romane
Calore palermitano a marzo
Ritorno dal sole
Profilo di instancabile ricercatore di luoghi esotici
Lillino
Tra Napoli e Catania
Voli notturni in cielo azzurro
Palermo, Alcamo e dintorni
Nerola e Monteflavio
...e alla fine della scarpinata un buon tè matcha
Ritorno
Tentata palingenesi descrittiva
Ceci n'est pas une photo
Milano-Palermo
Ombrella
Turista fra i turusti
Lago di Vico
Mazzarò (Verga)
Ah, nao ser eu toda a gente e toda a parte ! (Napoli non certo Lisbona)
Villa Pamphilj
Calcata
Napoli
Ritrovarsi
Sulmona, Pesche, Isernia
Gira e rigira
Palermo city
Amici on the road
Ghetto ebraico
Niente frangette né tessere
Cimitero acattolico
Tivoli, villa d'Este
Angeli di desolazione
Scalinata dei candelai
Il mondo dall'alto
Pantheon
Autunno tra castagne e tartufo
Riflessioni notturne
Il mio io leggero
Valencia dall'alto e dal basso
Lugar
Piazza del popolo
Trapani
Via dei biciclettai
Tevere
Palazzo Abatellis
U sfinciuni
Roma primi scatti
Colonnato di San Pietro
Prospettiva
Colosseo
Prime immagini

"Il libro dell'inquietudine" F. Pessoa

"E io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti e coinvolgenti; buoni e cattivi; nobili e vili; ma mai di un sentimento che perduri, mai di una emozione che continui e penetri nella sostanza dell’anima.

Tutto in me tende ad essere poi un’altra cosa: una impazienza dell’anima verso se stessa, come verso un bambino inopportuno; una inquietudine sempre crescente e sempre uguale.

Tutto mi interessa e nulla mi prende.

Seguo tutto sognando sempre; fisso le minime contrazioni del viso di colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma nell’udirlo, non lo ascolto, penso ad un’altra cosa,  e quello che meno ho colto della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o da parte di colui con  cui ho parlato."