A sud di Dublino

 

 

 

 

I ricordi sembrano essere l'elemento più interessante della vita, più del presente, forse perché li manipoliamo  e crediamo di averne il controllo. Sta di fatto che questa piccola scampagnata simile a tante altre ha ridestato in me un pensiero, quasi un'allucinazione; mi ero allontanato dalla compagnia che sonnecchiava sopra l'erba vicino alla cascata e allora è incominciato: i giorni dell’adolescenza passati a vagare in solitudine per le campagne vicino casa, l’avventura romantica dell’attraversare un ponte che sembra il passaggio a un altro luogo; non che fosse simile questo parco ai sentieri infiniti e polverosi della Sicilia, non un limoneto non un pescheto né alberi da frutto di nessun tipo ma la sensazione era la stessa. L’inquietudine dell’esistenza, la pacificazione con la natura che è momentaneo silenzio. Poi tutto svanisce e diventa solo una passeggiata in un parco.  

"Il libro dell'inquietudine" F. Pessoa

"E io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti e coinvolgenti; buoni e cattivi; nobili e vili; ma mai di un sentimento che perduri, mai di una emozione che continui e penetri nella sostanza dell’anima.

Tutto in me tende ad essere poi un’altra cosa: una impazienza dell’anima verso se stessa, come verso un bambino inopportuno; una inquietudine sempre crescente e sempre uguale.

Tutto mi interessa e nulla mi prende.

Seguo tutto sognando sempre; fisso le minime contrazioni del viso di colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma nell’udirlo, non lo ascolto, penso ad un’altra cosa,  e quello che meno ho colto della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o da parte di colui con  cui ho parlato."