Lasciare Roma

 

Roma, come lasciarla? Non è mai facile dire addio e nonostante tutto era diventato necessario. Dopo dieci anni in questa città, mettendo da parte i bilanci e i facili calcoli del dare e avere, ho semplicemente seguito il bisogno di aria nuova. Roma come una bellissima donna, affascinante, sensuale, a volte carica di trucco che dorme con tutti e che ha dormito con me; prima che ti porti alla morte è meglio allontanarsi in punta di piedi senza troppi rimpianti, in fondo non si lascia mai nulla veramente se si è presenti a se stessi. Goodbye mia amante.

"Il libro dell'inquietudine" F. Pessoa

"E io sono così, futile e sensibile, capace di impulsi violenti e coinvolgenti; buoni e cattivi; nobili e vili; ma mai di un sentimento che perduri, mai di una emozione che continui e penetri nella sostanza dell’anima.

Tutto in me tende ad essere poi un’altra cosa: una impazienza dell’anima verso se stessa, come verso un bambino inopportuno; una inquietudine sempre crescente e sempre uguale.

Tutto mi interessa e nulla mi prende.

Seguo tutto sognando sempre; fisso le minime contrazioni del viso di colui con cui parlo, colgo le intonazioni millimetriche del suo modo di dire; ma nell’udirlo, non lo ascolto, penso ad un’altra cosa,  e quello che meno ho colto della conversazione è stata la nozione di ciò che è stato detto, da parte mia o da parte di colui con  cui ho parlato."